You and me, head to head

Photos: Giovanni Gallio and Sara Capovilla

Words: Francesco Costantino Ciampa

Translation: Madison Solow

You and me, head to head

Ready… go! Down from a narrow track like an alley, jump, long plane, hump, jump, large curve, plane, another curve, jump and finish. In a moment everything burns, looking inside yourself, searching the outside. Four (sometimes six) boarders that throw themselves down a snowy slope.

Who crosses the finish line first brings home the prize. Simple.

"In that moment you immediately understand who will win." Omar Visintin has a certain confidence with Snowboard Cross. Junior World Champion in Nagano in 2009 and winner of the World Cup in 2014. "The best thing of this discipline - he says - is the direct confrontation. Competing at the same time is what I like the most. The conditions of the track or the snow are the same for everyone. Which maybe doesn’t happen in other competitions, where a snowfall can change the race." A foil challenge that can become a club when blows enter on the track. Ask Johnatan Cheever, that on the track at Val Thorens, shoved our Omar at the end of the race, guilty (according to him...) of touching him during downhill race and making him fall. "This happens in all sports in which there is contact. These are situations to be managed and evaluated. You can justifiably protest, but then there is a panel that decides and sanctions." Needless to say, this is the most spectacular aspect of a sport that is a pure show. With the risk that adrenaline shall poison interpersonal relationships. "In the race, everyone competes for themselves. Even in our team we are all friends, but then everything changes in the competition. In the circuit there is an excellent relationship between all athletes. Rather, there are real and proper friendships."

But what is the boundary between competitive spirit and incorrectness? "It is forbidden to push or pull. It is also forbidden to change direction on purpose or to cut someone off, even if it is very difficult for the panel to understand the intent." In fact it is a duel to the death that the contenders manage. Real people, without much finery. Mountain people. Like Omar.

Io e voi, testa a testa

Pronti…via! Giù da una pista stretta come un budello, salto, lungo piano, gobba, salto, curvone, piano, contro curva, salto e arrivo. In un amen si brucia tutto, guardandosi l’interno, cercando l’esterno. Quattro (a volte sei) tavole che si buttano lungo un pendio innevato.

Chi taglia il traguardo per primo porta a casa la posta. Semplice.

 

"In quel momento si capisce subito chi vince." Omar Visintin ha una certa confidenza con lo snowboard cross. Campione del Mondo Juniores a Nagano nel 2009 e vincitore della Coppa del Mondo nel 2014. "La cosa più bella – continua il meranese – di questa disciplina è lo scontro diretto. Gareggiare nello stesso momento, è quello che mi piace di più. Ci sono le stesse condizioni di pista o di neve per tutti. Cosa che magari non succede in altri contesti dove una nevicata può cambiarti la gara." Una sfida di fioretto che può diventare clava quando scendono in pista le sportellate. Chiedere a Johnatan Cheever che nella tappa di Val Thorens ha spintonato proprio il nostro Omar al termine della gara, reo (secondo lui…) di averlo toccato durante la discesa facendolo cadere. "Questo succede in tutti gli sport in cui c’è un contatto. Sono situazioni da gestire e da valutare. Si può giustamente protestare ma c’è poi una giuria che decide e sanziona." Inutile dire che questo è l’aspetto più spettacolare di uno sport che è spettacolo puro. Con il rischio che l’adrenalina avveleni i rapporti interpersonali. "In gara ognuno corre per sé. Anche in squadra siamo tutti amici ma poi in gara cambia tutto. Nel circo c’è un ottimo rapporto tra tutti gli atleti. Anzi, ci sono vere e proprie amicizie."

 

Ma qual è il confine tra l’agonismo e la scorrettezza? "È vietato spingere o tirare. È poi vietato cambiare direzione apposta o per tagliare la strada, anche se è molto difficile per la giuria capire il dolo." In effetti è un duello all’ultimo sangue che si gestiscono i contendenti. Gente vera, senza tanti fronzoli. Gente di montagna. Come Omar.

"I live in the mountains and I was born here. Even if I’m in a context closer to the city, not in the typical postcard village, but honestly, I can’t image living elsewhere. Besides, living in South Tyrol is beautiful. People here have great respect for the environment in which they live in, I feel very fortunate to have been born here. "

An attention to the environment that strikes nicely confirming the rumor that snowboarders need to be a bit 'out of the box’. "It's not like it used to be. Everything has calmed down a bit. The world of snowboarding, in which freestyle skiing has been added, has remained different from the others, but it isn’t true that snowboarders smoke weed and don’t do anything all day."

There are for sure some snowboarders who are preparing for the event of excellence: the Olympic Games. "I try to live it in a calm manner. Then, when I start to pack my suitcase and I notice that there is something that I haven’t washed yet, I get nervous ... just to make it clear that, even so, I feel the work and the commitment I’ve put in. Even if I want to enjoy this adventure without thinking too much about the results. I know I'm in good form, and that is enough."

To say that Visintin is one of the favorites for the final victory is not a heresy. It’s enough to attend on February 15th when the azzurro will enter on the track for the gold. The final is at 6.45 am, it's worth getting up early. Down from a narrow track like an alley, jump, long plane, hump, jump, large curve, plane, another curve, jump, finish and…

"Io ci vivo in montagna e ci sono nato. Anche se sono in un contesto più vicino a quello cittadino, non proprio nel tipico paesino da cartolina ma, onestamente, non posso pensare di vivere altrove. Vivere in Alto Adige, poi, è bellissimo. Qui la gente ha un enorme rispetto per l’ambiente in cui vive, per me è una grande fortuna essere nato qui." E come vede un abitante del luogo la maniera di vivere le piste da sci da parte dei forestieri? "C’è più gente che gira sulle piste, questo sicuramente. Ma la cosa che mi impressiona di più è l’erosione del ghiacciaio. Non tanto il numero di persone presenti."

 

Un occhio all’ambiente che colpisce piacevolmente confermando la vulgata che vuole gli snowboarder un po’ fuori dagli schemi. "Non è più come una volta. Tutto si è un po’ tranquillizzato. Il mondo dello snow, a cui si è aggiunto quello dello sci free style, rimane comunque diverso da altri ma non è vero che lo snowboarder si fa le canne senza fare nulla tutto il giorno."

 

Di sicuro c’è che qualche snowboarder si prepara all’evento per eccellenza: le Olimpiadi. "Cerco di viverla in maniera tranquilla. Quando poi comincio a preparare la valigia e noto che c’è qualcosa che non ho ancora lavato mi viene il nervoso…giusto per far capire che, comunque, sento l’impegno. Anche se voglio godermi questa avventura senza pensare troppo al risultato. So di essere in forma, basta questo." Dire che Visintin sia uno dei favoriti per la vittoria finale non è un’eresia. Basterà attendere il 15 febbraio quando l’azzurro scenderà in pista per l’oro. Finale alle 6.45 del mattino, vale la pena alzarsi prima. Giù da una pista stretta come un budello, salto, lungo piano, gobba, salto, curvone, piano, contro curva, salto, arrivo e…
 

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