Il ruolo più assurdo negli sport professionistici
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L'enforcer entra in campo per proteggere i propri compagni di squadra e tenere lontani gli avversari. A pugni.

Avete presente quel momento, durante una partita di hockey su ghiaccio, in cui due energumeni lanciano via le mazze, si tolgono i guanti e iniziano a prendersi a cazzotti? Ecco, quelli sono gli enforcers.

 

Si tratta di un vero e proprio ruolo. tanto fondamentale per una squadra quanto intimidatorio per l’altra. Sono su quel campo ghiacciato esclusivamente per proteggere i propri compagni di squadra e tener loro lontani gli avversari. A pugni.

 

In uno sport dove ci sono degli atleti che pattinano a 50 km/h, un corpo può diventare un’arma letale in virtù della velocità con cui si muove; il risultato è che il pericolo, l’adrenalina e il bisogno di proteggersi sono molto più presenti rispetto ad un contesto normale.

 

Nell’hockey dell’NHL siamo lontani anni luce dalle sporadiche risse che possono capitare in qualsiasi altro sport. Qui i combattimenti sono parte del gioco effettivo. Hanno regole, codici etici, tecniche e soprattutto professionisti il cui ruolo è proprio quello di combattere.

Vedere per credere… Guardate nel video qui sotto la reazione dei genitori del giovane Trent Fredric dei Boston Bruins al suo primo scontro a pochi secondi dal debutto in NHL!

Gli enforcers sono giocatori che se non sapessero fare a pugni non avrebbero mai messo piede nell’NHL, e magari prima di sbarcarci hanno passato anni nelle leghe minori con la speranza di farsi notare o far notare la loro cattiveria e la loro tenacia.

 

La maggior parte di loro non ha iniziato a giocare a hockey per potersi scontrare sul ghiaccio, ma il desiderio incessante di poter far parte della lega professionistica li ha portati ad accettare questo (rispettato e rispettabile) ruolo per colmare un deficit di talento.

 

Nel 1966 l’hockey nordamericano cominciò il proprio processo di espansione raddoppiando il numero delle squadre. Questo segnò l’inizio della specializzazione dei giocatori e ci fu la necessità di ingaggiare anche atleti bravi solo a lottare. In breve tempo i combattimenti in campo divennero il motivo principale per assistere ad una partita di NHL, tanto che un vecchio detto nordamericano dice: “da una rissa salta fuori una partita di hockey”.

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Un enforcer è motivato da una lealtà così radicata da esser disposto a rischiare le proprie ossa, i propri denti, il proprio cervello e il proprio sangue per proteggere le persone che ama; ma questa, purtroppo, è solo la visione della propria squadra. Visto dall’esterno invece l’enforcer rappresenta il nemico assoluto che deve essere eliminato.

Si, stiamo parlando di sport, ma quanto è sottile la linea che separa l’agonismo dalla violenza? Nella visione comune lo sport è il luogo deputato allo sfogo di questi istinti e il ruolo dell’enforcer ci insegna proprio che la natura umana tende ad avere un desiderio innato di fare giustizia.

Ma siamo sicuri che il legame con lo sport porti a giustificare tutto ciò?

Per gli enforcers la risposta è SI.

 

Ice Guardians”, disponibile su netflix, è un documentario di Brett Harvey che attraverso le voci dei protagonisti approfondisce la realtà di questo ruolo assolutamente unico in tutto l’universo degli sport di squadra.

Federico Rossi

Titolo: Ice Guardians

Anno: 2016

Regia: Brett Harvey

Tipo: documentario

Durata: 108 min

Lingua originale: inglese

Web: http://iceguardians.com/

Streaming: Netflix

               

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